25 novembre quello che le donne non dicono

Donne, il 25 novembre è stato scelto per essere la giornata contro la violenza su di loro. Ne abbiamo già parlato diffusamente (qui qui e qui), se ne parla diffusamente.

Una delle tante giornate a favore o contro qualcosa.

Convegni, concerti, spettacoli musicali e teatrali, manifestazioni e flashmob, tutta una serie di eventi per celebrare le donne e combattere la violenza che alcune di loro subiscono.

Non tutte però. Ci sono donne che subiscono violenza e che restano inascoltate.

Sono quelle donne che sono fuori dal mainstream, che non si adattano alle convenienze. Andiamo a leggere cosa pensano e scrivono, cosa raccontano. Diamo voce anche a loro.

Dedico questo post a tutte quelle donne che sono vittime di altre donne.
Poi c’è l’altra faccia della #violenza.
Quella di #donne vendicative, sciatte, che hanno fatto del loro utero una fonte di reddito, che hanno fatto della loro progenie uno scudo dietro cui barricarsi e vendicarsi.
Ci sono donne che sfruttano la #politica saltando di partito in partito cercando appoggi, talvolta ottenendoli, da istituzioni che dovrebbero essere super partes, facendo campagne elettorali all’assessore di turno, inconsapevole, facendosi fotografare in loro compagnia sfruttando poi millantate conoscenze a destra e manca, ma soprattutto a manca.
Donne indegne di tale nome che trattano con disprezzo chi si occupa dei bambini, dei loro stessi figli, visto che un tribunale li ha collocati presso l’altro genitore.
Donne che diffamano, mentono e stalkizzano protette dalla politica che non si interessa della sanità mentale di chi protegge. Inconsapevolmente.
Donne che fino a ieri gridavano di reato di mancato mantenimento ed oggi si dolgono del pignoramento dello stipendio perchè ree di mancato mantenimento della prole.
Donne che mentono durante interrogatori che le vede imputate di molestie a danno di altre donne.
Donne che ostacolano processi civili di parità genitoriale, perchè tanto basta inondare di mail, talvolta menzognere, la Dirigenza o l’amministrazione pubblica… oppure far rimuovere l’educatrice o l’assistente sociale di turno che ha evidenziato il danno che sta procurando…
Si insomma quel tipo di donne che tanti, troppi dei miei conoscenti hanno avuto la sfortuna di incontrare sul loro cammino ed oggi si ritrovano con la vita rovinata…
Quel tipo di donne con cui devono misurarsi molte, troppe, mie conoscenti che hanno costruito una famiglia con i loro ex.
Anche questa è violenza…
Laura

Un’altra testimonianza

Ieri era la giornata contro la violenza sulle donne.
Ho deciso di scrivere questo post oggi, che è una giornata come tante, perchè non è ieri.
Come tante donne (che hanno passato anche qualcosa peggio di ciò che ho passato io, anche se non so se in questo caso esiste in meglio o un peggio) io subito violenza fisica da un uomo e psicologica da una donna.
Ho letto e visto un video sul profilo di Repubblica nel quale le donne che partecipavano ad un corteo, inneggiavano a tempo di musica “il corpo è mio e ci faccio quel che io dico”; “la violenza è uomo”, etc etc.
Ho visto post con scarpette rosse sparse.
Io la scarpa la preferisco nera o blu, frega qualcosa a qualcuno? Direi di no…
Vabbè…LA VIOLENZA È VIOLENZA. Non esiste la violenza di genere.
Il rosso è un colore che indica passione, amore e che non andrebbe usato per una giornata (se proprio proprio va

fatta sta giornata, tutti i giorni dovrebbero essere contro la violenza), che dovrebbe vedere come unico colore il blu del livido che ti resta in faccia, o tutt’al più del viola o del giallo-verdognolo. 😅
Ho letto che il nostro Presidente di Regione Lombardia ha scritto “non sei da sola” sul vecchio Pirellone…avrei voluto avere anch’io un palazzo sul quale poter scrivere “Magari fosse vero”

Vorrei poi ringraziare la mia famiglia che mi è stata fianco nel superare tutto, il mio medico di allora uomo forte e deciso che mi ha trasmesso la sua determinazione (e spero legga questo post senza che lo tagghi), la mia psicologa e la psichiatra (si perché succede proprio così) e mio marito che tra alti e bassi mi ricorda cos’è l’Amore.
Donne non siamo sole se abbiamo affianco chi ci ama.
Questo è sempre vero!
Scusate il lungo post…e “buon NON GIORNO contro la violenza sulle donne.”!
Alessandra

Un’altra testimonianza

Se mai ti dovesse venire in mente che esiste una violenza di genere … perché magari hai nella tua vita conosciuto il peggiore degli uomini … o semplicemente perché i mass media ti fanno credere che essa esista … sappi che non fai altro che sminuire il ruolo della donna … la fai sentire fragile e impotente … succube sempre e comunque di un maschilismo imperante …

la realtà è invece un’altra … esistono milioni di individui in questo mondo … e in Italia la donna ha raggiunto pari diritti e pari doveri … tra tutti questi individui esistono i violenti … i cattivi … gli assassini … i parassiti… gli inutili … i vendicativi … i cinici … ma essi possono essere uomini … donne… neri… bianchi … gialli … gay… etero… giovani … meno giovani … colti… ignoranti… ricchi e poveri …

sono sempre stata per la giustizia … e per l’assoluta negazione di ogni forma di generalizzazione e discriminazione … quindi metto da parte le scarpette rosse… e grido semplicemente NO ad ogni forma di violenza …
Roberta

Ancora

Nella mia vita ho ricevuto molti attacchi violenti sia da maschi che da femmine, per l’espressione del mio pensiero, ma i più schifosi vigliacchi e subdoli li ho ricevuti da femmine.
Valentina

Annunci

Violenza, pensieri in libertà

Corretto combattere contro chi riempie di botte e stupra una donna. Lo negate forse?
Mi rispondo da sola. No non lo negate.
Manca sempre il giusto equilibrio, o meglio gli argomenti vengono tutti trattati col metodo della camera stagna.
Ci si dimentica che le situazioni sono invece conseguenziali come nelle architetture delle case di una volta dove c’era un ingresso e per arrivare in fondo alla casa dovevi passare dentro le varie stanze, un po’ l’immagine della vita stessa di allora.
In chiave moderna ci troviamo con una stanza centrale sulla quale si affacciano altre stanze, a volte ad open space…. una gran confusione di spazi e concetti.
La violenza sulle donne esiste e lo sappiamo tutti ma, al contempo esiste la violenza agita dalle donne, la violenza delle istituzioni, la violenza delle istituzioni sui minori, a violenza delle istituzioni sugli uomini padri.
Se ne evince che il massimo violentatore delle persone sia l’istituzione stessa in quanto rappresentante di uno stato in agonia di valori e di risorse proprie.
Nella legge della contrapposizione lo stato esula dal proprio ruolo normativo attraverso provvedimenti proattivi, ponendosi quale censore solo laddove ne ravvisa l'”opportunità”.
Incapace di intraprendere un percorso di prevenzione essendo egli stesso promotore del conflitto.
Ci sono ambiti diversi in cui si discutono argomenti specifici e si possono trovare ambiti in cui i fatti si mettono in correlazione. E’ un lavoro lento e laborioso, un campo in cui non ci s’inventa dall’oggi al domani