Violenza, pensieri in libertà

Corretto combattere contro chi riempie di botte e stupra una donna. Lo negate forse?
Mi rispondo da sola. No non lo negate.
Manca sempre il giusto equilibrio, o meglio gli argomenti vengono tutti trattati col metodo della camera stagna.
Ci si dimentica che le situazioni sono invece conseguenziali come nelle architetture delle case di una volta dove c’era un ingresso e per arrivare in fondo alla casa dovevi passare dentro le varie stanze, un po’ l’immagine della vita stessa di allora.
In chiave moderna ci troviamo con una stanza centrale sulla quale si affacciano altre stanze, a volte ad open space…. una gran confusione di spazi e concetti.
La violenza sulle donne esiste e lo sappiamo tutti ma, al contempo esiste la violenza agita dalle donne, la violenza delle istituzioni, la violenza delle istituzioni sui minori, a violenza delle istituzioni sugli uomini padri.
Se ne evince che il massimo violentatore delle persone sia l’istituzione stessa in quanto rappresentante di uno stato in agonia di valori e di risorse proprie.
Nella legge della contrapposizione lo stato esula dal proprio ruolo normativo attraverso provvedimenti proattivi, ponendosi quale censore solo laddove ne ravvisa l'”opportunità”.
Incapace di intraprendere un percorso di prevenzione essendo egli stesso promotore del conflitto.
Ci sono ambiti diversi in cui si discutono argomenti specifici e si possono trovare ambiti in cui i fatti si mettono in correlazione. E’ un lavoro lento e laborioso, un campo in cui non ci s’inventa dall’oggi al domani

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