Associazioni

Scrivevo di associazioni molti anni fa, infatti era il 4 ottobre 2011 quando scrissi questo post…
… Il mondo delle Associazioni in difesa dei diritti dei minori nelle cause di separazione e divorzio, un mondo di persone che condividono lo stesso aberrante e drammatico problema, un mondo ricco di risorse interne che se unite darebbero origine ad una grande forza in grado di volgere al cambiamento.
Leggendo qua e la’ nei vari blog, profili e post di Facebook m’imbatto sempre in parole come “unire”, “unificare”, “aggregare” e altri sinonimi. Tutti mirabili intenti che purtroppo restano tali e che non hanno seguito nell’applicazione pratica dell’ideale.
Infatti navigando nel web le Associazioni che affrontano queste tematiche sono talmente numerose che ci si perde, dando anche una rapida lettura degli Statuti che reggono queste organizzazioni ci si rende conto che i concetti si ripetono e rindondano come una eco, nonostante questo e nonostante qualche tentativo d’unione in un unico movimento che vedono aderire questa e quella Associazione, il movimento resta ugualmente frammentato disperdendo cosi’ le energie necessarie al cambiamento.
Eppure sarebbe tanto semplice, decentrarsi da se stessi – mettere da parte le differenze – guardare verso le ugualianze, ma a volte le cose semplici sono le piu’ difficili da mettere in pratica.

… Sono passati anni da quando ho scritto questo post, nel corso del tempo ho pensato che forse erano maturati i tempi e saremmo riusciti a concretizzare l’unione. Falsa speranza…
Oggi, vedo ancora troppa divisione, troppo individualismo, troppo personalismo.
Il mondo delle associazioni riesce ad unificarsi solo quando di mezzo c’è un grosso interesse, ne sono dimostrazione la cooperazione per il “salvataggio” dei migranti in mare e la lotta alla violenza sulle donne.

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Conflitto e conflittualità – separazioni o divorzi

Conflitto e conflittualità nelle separazioni e nei divorzi.

Affrontiamo questo discorso spinoso, lo faccio come rappresentante del Movimento Femminile per la Parità Genitoriale, lo faccio come donna, madre, ex moglie e oggi moglie di un padre separato.

Una prospettiva sul problema da più angolazioni.

Succede sempre, o quasi, quando ci si trova a doversi rapportare con ex mogli che mal digeriscono nuovi rapporti dei loro ex, che le nuove compagne o nuove mogli vengono tacciate di fomentatrici di conflittualità.
In alcuni casi può accadere ma, nella maggioranza dei casi, sono le ex mogli che mettono in campo atteggiamenti restrittivi nei confronti delle frequentazioni dei figli con i loro padri quando compare una figura femminile al fianco del loro ex.

A quel punto scatta qualcosa. Quasi certamente le madri vedono minacciato il loro ruolo nei confronti dei figli e vivono una sorta di insicurezza. Il dramma avviene, quando a questo punto viene messa in atto la vendetta che vede quali vittime principali i figli coinvolti.

Poche, quelle madri che forti del loro rapporto con i figli, riescono ad instaurare anche un rapporto civile con le nuove compagne.
Nella mia esperienza personale di ex moglie e di moglie di un padre separato,  nessun ostacolo, è stato posto (da me) alla frequentazione dell’attuale compagna del mio ex marito con i miei figli – perché avrei dovuto? – So cosa ho costruito come madre e non temo che alcuna possa subentrarmi in tale ruolo. Peraltro, lei mai si è posta come mio alter ego.
Non è andata altrettanto bene a me… ma non devo raccontare nulla, che tanti di voi che mi leggete, già non conoscete.

Altresì, nella mia esperienza associativa, mi è spesso capitato di sentire ex mogli pretendere che i figli non frequentassero le nuove compagne; salvo, poi, chiedere la loro dichiarazione dei redditi.

Come dicevo il conflitto nasce nel momento in cui una nuova figura femminile fa capolino nella vita dei figli. Pare che la rivalità tra donne sia ancestrale… madri figlie, suocere nuore, ex mogli nuove compagne.

La dinamica è sempre la stessa.

Chi vive una relazione con un padre separato sa benissimo di cosa scrivo.  Le nuove compagne hanno di che doversi destreggiare a far quadrare vite a fisarmonica, poco tempo resta loro per architettare forme di ritorsione nei confronti di chi è venuto prima di loro.

Tante poi, hanno raggiunto un tale livello di autostima e autodeterminazione che non hanno alcun problema nei confronti del passato dei loro compagni. Accettano come dato di fatto che il loro compagno abbia avuto una famiglia precedente al loro rapporto e accolgono serenamente i figli di questi rapporti, ora in frantumi. Si pongono come ulteriore adulto nei confronti dei figli e generalmente i figli le accettano come tali.

Purtroppo per i figli, non altrettanto si può raccontare di CERTE madri che impiegano molto del loro tempo ad inventare modi per confliggere contro la nuova coppia, facendo del male in primis proprio ai piccoli… qualcuna non rendendosene conto qualche altra scientemente.

Eppure il luogo comune che le nuove compagne odino le ex mogli prende sempre ampio spazio nella dialettica comune. Persino certi operatori del settore le relegano in ruolo ostacolante alla naturale armonia della famiglia separata, parlando di conflitto, soprattutto perchè “minano la serenità della signora”

Poco importa a costoro se i bambini tornano felici dai weekend con i papà, non si sopporta che i bambini siano felici grazie anche alla presenza di un’altra donna e questa donna si fa di tutto per screditarla.

ΦφΦ

Non parteggio, per partito preso, con le compagne e contro le ex anzi, mi dà immensamente fastidio il luogo comune che si viene a creare. Le nuove compagne in conflitto con le ex….

Bisogna avere il coraggio. A fronte di tante ex mogli in gamba circolano tante e tali delinquenti, tra l’altro si agitano come galline nel pollaio cercando anche appoggi nelle istituzioni, che tentano in tutti i modi di usare violenza agli ex e ai figli screditando la figura della nuova compagna….

E’ ora di dirle queste cose a voce ben alta e chiara.