Violenza, pensieri in libertà

Corretto combattere contro chi riempie di botte e stupra una donna. Lo negate forse?
Mi rispondo da sola. No non lo negate.
Manca sempre il giusto equilibrio, o meglio gli argomenti vengono tutti trattati col metodo della camera stagna.
Ci si dimentica che le situazioni sono invece conseguenziali come nelle architetture delle case di una volta dove c’era un ingresso e per arrivare in fondo alla casa dovevi passare dentro le varie stanze, un po’ l’immagine della vita stessa di allora.
In chiave moderna ci troviamo con una stanza centrale sulla quale si affacciano altre stanze, a volte ad open space…. una gran confusione di spazi e concetti.
La violenza sulle donne esiste e lo sappiamo tutti ma, al contempo esiste la violenza agita dalle donne, la violenza delle istituzioni, la violenza delle istituzioni sui minori, a violenza delle istituzioni sugli uomini padri.
Se ne evince che il massimo violentatore delle persone sia l’istituzione stessa in quanto rappresentante di uno stato in agonia di valori e di risorse proprie.
Nella legge della contrapposizione lo stato esula dal proprio ruolo normativo attraverso provvedimenti proattivi, ponendosi quale censore solo laddove ne ravvisa l'”opportunità”.
Incapace di intraprendere un percorso di prevenzione essendo egli stesso promotore del conflitto.
Ci sono ambiti diversi in cui si discutono argomenti specifici e si possono trovare ambiti in cui i fatti si mettono in correlazione. E’ un lavoro lento e laborioso, un campo in cui non ci s’inventa dall’oggi al domani

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25 Novembre: giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Oggi non è la mia giornata.

Non perché io non sia una donna. Lo sono.

Sono una donna che con gli uomini va d’accordo. Sono una donna che crede nella propria autonomia di pensiero e di azione. Sono una donna che non si sente vittima di un uomo o inferiore ad un uomo. Nonostante tutto.

Subisco violenza, si anche io la subisco, da tutte quelle donne e quegli uomini che vogliono mettermi a tacere quando dico che le vere emergenze sono altrove. Quando rivendico il mio pensiero e il mio ruolo. Quando non mi asservisco al loro pensiero unico.

Per questo oggi non è la mia giornata.

Il mio pensiero va oggi a tutte quelle donne che nella vita sono ritenute oggetto e come tali vengono usate.

Soprattutto da chi sulle loro vite ci fa business.

I peggiori violenti nei confronti delle donne sono costoro.

La violenza è contro le PERSONE e fintanto che questo messaggio resterà relegato all’istituzione di giornate internazionali che servono a fare iniziative (contribuite), ma che poco fanno realmente a chi davvero soffre, non si potrà davvero dire di voler risolvere il problema.

Quando mi esprimo in questi termini c’è sempre qualcuno che replica che però non dobbiamo dimenticare che le donne subiscono violenza. E chi se lo dimentica? Io me lo ricordo tutti i giorni. Loro possono dire altrettanto?

Oggi è il 25 Novembre: giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne questo il manifesto di quest’anno