Violenza, pensieri in libertà

Corretto combattere contro chi riempie di botte e stupra una donna. Lo negate forse?
Mi rispondo da sola. No non lo negate.
Manca sempre il giusto equilibrio, o meglio gli argomenti vengono tutti trattati col metodo della camera stagna.
Ci si dimentica che le situazioni sono invece conseguenziali come nelle architetture delle case di una volta dove c’era un ingresso e per arrivare in fondo alla casa dovevi passare dentro le varie stanze, un po’ l’immagine della vita stessa di allora.
In chiave moderna ci troviamo con una stanza centrale sulla quale si affacciano altre stanze, a volte ad open space…. una gran confusione di spazi e concetti.
La violenza sulle donne esiste e lo sappiamo tutti ma, al contempo esiste la violenza agita dalle donne, la violenza delle istituzioni, la violenza delle istituzioni sui minori, a violenza delle istituzioni sugli uomini padri.
Se ne evince che il massimo violentatore delle persone sia l’istituzione stessa in quanto rappresentante di uno stato in agonia di valori e di risorse proprie.
Nella legge della contrapposizione lo stato esula dal proprio ruolo normativo attraverso provvedimenti proattivi, ponendosi quale censore solo laddove ne ravvisa l'”opportunità”.
Incapace di intraprendere un percorso di prevenzione essendo egli stesso promotore del conflitto.
Ci sono ambiti diversi in cui si discutono argomenti specifici e si possono trovare ambiti in cui i fatti si mettono in correlazione. E’ un lavoro lento e laborioso, un campo in cui non ci s’inventa dall’oggi al domani

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Cinisello Balsamo, la violenza sulle donne

Voleva essere una campagna contro la violenza sulle donne quella commissionata allo IED dal comune di Cinisello Balsamo, città nella quale ho vissuto per molti anni, mentre invece si è trasformata in molto altro.Violenza

Una sorta di campagna denigratoria contro i padri, una sorta di violenza assistita da parte dei minori.

Sicuramente l’intento era dei migliori, tutti noi siamo contro la violenza.

Io sono una DonnaContro, contro ogni forma di violenza.

Il mondo degli uomini, quello dei padri ha levato un grido contro questa campagna.

Un grido legittimo.

Ne sono seguiti sul profilo del Sindaco di Cinisello Balsamo, Siria Trezzi, una serie di post nei quali veniva espressa molta indignazione per come la figura del padre veniva dipinta.

Un aspetto che mi ha molto impressionato, vista la mia radice di educatrice, è l’utilizzo dei bambini all’interno della campagna pubblicitaria.

Forse voleva essere d’impatto, d’effetto. Richiamare l’attenzione sui minori che osservano dinamiche che dovrebbero vederli completamente estranei,
dinamiche che riguardano gli adulti. Dinamiche che non dovrebbero assolutamente avere ricadute sui minori.

Proprio a proposito di uno dei due manifesti, questo a fianco, ho personalmente assistito ad una scena dove una donna sputava addosso al padre di sua figlia e la bambina era presente. In netta contrapposizione con quanto affermato dalla campagna pubblicitaria realizzata.

Il Sindaco di Cinisello Balsamo tramite il sito della Pubblica Amministrazione ha emesso un comunicato stampa nel quale afferma “per questo crediamo che nessun buon padre di famiglia si sentirà coinvolto da un’affermazione che gli è estranea.”

Mi consenta di dissentire da questa sua affermazione. Ogni buon padre di famiglia dovrebbe sentirsi coinvolto da questa campagna denigratoria nei confronti dei padri.

Altrimenti si rischia di cadere nella totale indifferenza ed è appunto nell’indifferenza che si generano le più grandi tragedie familiari alle quali assistiamo.

C’è stato chi ha affermato che chi si sente indignato deve chiedersi perchè s’indigna difronte ad una tale discriminazione, mi viene da rispondere sinceramente che sono quelli che non provano indignazione a doversi porre delle domande.

Indifferenza delle Istituzioni, indifferenza della società. Intanto si lascia accadere.

La violenza non è unidirezionale uomo contro donna.

Viene agita in modo bilaterale.
Mi ha colpita in modo particolare il manifesto che riporta la frase sull’inutilità, forse perchè troppo simile ad un caso di mia conoscenza, con i ruoli invertiti però.

Si chiama “Cattivo esempio”, concordo con il titolo, veramente un cattivo esempio di messaggio comunicativo.